In viaggio con la SSBAP: Palermo, Piazza Armerina e…
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Dal 22 al 24 giugno 2026, tre giornate di studio dedicate all’architettura arabo-normanna, all’archeologia e alle pratiche di conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale.
Dal 22 al 24 giugno 2026 la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio è tornata in viaggio per il tradizionale percorso di studio sul campo, condividendo ancora una volta questa esperienza con la Scuola di Specializzazione di Cagliari. Meta di quest’anno: la Sicilia, tra Palermo, Piazza Armerina e Aidone.
Tre giornate intense hanno trasformato monumenti, musei e siti archeologici in vere e proprie aule all’aperto, dove osservare da vicino problemi, strategie e prospettive della conservazione del patrimonio culturale. Un itinerario dedicato all’architettura arabo-normanna e all’archeologia, che ha offerto l’occasione di confrontarsi con professionisti, docenti e funzionari impegnati quotidianamente nella tutela e nella valorizzazione dei beni culturali.
Palermo: architettura arabo-normanna e restauri
La prima tappa è stata Palermo. Accompagnati dai professori Renata Prescia, Rosario Scaduto e Zaira Barone dell’Università degli Studi di Palermo, con la collaborazione di padre Giuseppe Bucaro, Rettore dell’ex convento di Santa Caterina, gli specializzandi hanno compiuto un itinerario nel centro storico. Un percorso di storia urbana e una rassegna di restauri che hanno offerto l’occasione di riflettere sull’architettura trasformata in monumento o, piuttosto, riconosciuta come patrimonio da rispettare e rendere fruibile.
Le chiese di fondazione arabo-normanna, che dominano dall’alto piazza Bellini e oggi fanno parte dell’itinerario UNESCO, ci hanno proiettati nel passato, tra rigore filologico, restauro stilistico e ripristino per analogia. Giuseppe Patricolo (1834-1905), con un approccio risarcitorio e rivelatore, ha scavato e scoperto, liberato e messo in mostra.
Così, mentre nella Martorana è esibita la sovrapposizione dell’architettura barocca alla struttura altomedievale e i mosaici bizantini convivono con gli affreschi settecenteschi, a fianco la chiesa di San Cataldo, liberata dall’involucro moderno che ne aveva fatto un ufficio postale e affidata ai Cavalieri del Santo Sepolcro, è tornata a essere luogo di culto.
La chiesa e il convento di Santa Caterina, sul lato opposto e attualmente accessibili da un ingresso poco appariscente, mostrano invece l’attualità di un convento sottoutilizzato e destinato a un nuovo uso. Gli spazi un tempo riservati alla vita di clausura sono aperti e visitabili dal 2017. La Dolceria di Santa Caterina non è soltanto un goloso punto di ristoro, dove riscoprire le ricette delle monache di Palermo, ma anche un’oasi accogliente per chi non intende visitare la chiesa e il convento. La produzione artigianale e la vendita si inseriscono in un più ampio progetto di recupero delle tradizioni monastiche e contribuiscono a finanziare le attività di restauro e la mensa della solidarietà, offrendo inoltre ai giovani opportunità di lavoro e di crescita individuale.
Nel pomeriggio, il percorso ha attraversato alcuni dei luoghi più significativi della città, soffermandosi sulla chiesa di Santa Maria dello Spasimo, caso emblematico per riflettere sulle sfide della conservazione di un complesso monumentale che, pur mantenendo il carattere di rudere, continua a vivere come spazio culturale.
La visita al quartiere della Kalsa e il confronto con l’architetto Salvatore Giardina dell’Ufficio Centro Storico di Palermo hanno completato una giornata dedicata ai temi della tutela, dell’accessibilità e della rigenerazione urbana.
Piazza Armerina e Aidone: archeologia e valorizzazione
La seconda giornata ha avuto come protagonisti l’archeologia e il rapporto tra conservazione e valorizzazione dei siti archeologici. A Piazza Armerina, guidati dalle professoresse Maria Rosaria Vitale e Antonella Versaci dell’Università Kore di Enna e dal professor Paolo Barresi, docente di archeologia classica, gli specializzandi hanno approfondito la complessa vicenda delle coperture della Villa romana del Casale.
La visita ha permesso di confrontare il celebre progetto di Franco Minissi, del quale rimangono ancora alcuni brani, con la copertura più recente, terminata nel 2012 e progettata dal Centro Regionale per il Restauro sotto il coordinamento dell’architetto Guido Meli.
Nel pomeriggio, il Museo Archeologico di Aidone ha offerto lo spunto per una riflessione sul valore storico degli allestimenti museali e sulle possibilità di aggiornarli alle esigenze contemporanee senza comprometterne il significato culturale e la valenza progettuale, grazie alla guida della dottoressa Serena Raffiotta, archeologa.
La Zisa, la Cuba e il contesto urbano
L’ultima giornata è stata dedicata ai palazzi della Zisa e della Cuba, straordinarie testimonianze della cultura arabo-normanna. Insieme alle architette della Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Palermo Claudia Perricone e Serena Tusa, gli specializzandi hanno discusso le attuali problematiche di conservazione e valorizzazione di questi complessi e del delicato contesto urbano nel quale si inseriscono.
Danisinni: patrimonio e rigenerazione urbana
Il viaggio si è concluso con una visita al quartiere di Danisinni, esempio concreto di rigenerazione urbana nata dall’iniziativa della comunità locale e della parrocchia di Sant’Agnese. Un’esperienza che ha mostrato come il patrimonio culturale possa diventare motore di inclusione sociale e di sviluppo territoriale, offrendo agli specializzandi uno sguardo concreto sul ruolo che il progetto di restauro può assumere nella città contemporanea.
La fattoria urbana e la comunità che la tiene in vita ci hanno accolti per un pranzo a base di specialità della cultura gastronomica palermitana, concludendo degnamente un itinerario culturale ampio e ricco di stimoli.
Anche quest’anno il viaggio di studio ha confermato il proprio valore come momento di formazione, confronto e condivisione: un’occasione preziosa per mettere in dialogo ricerca, progetto e pratica della conservazione direttamente nei luoghi del patrimonio.


















