Eventi
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Giovedì 1 ottobre 2026, alle ore 16.30, la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio del Politecnico di Milano apre le proprie porte per l’Open Day 2026.
L’incontro sarà l’occasione per conoscere la Scuola, il suo percorso formativo e ascoltare l’esperienza di chi ha concluso il percorso di specializzazione.
Interverranno Mariacristina Giambruno, Direttrice della Scuola, Marina Bonaventura, Responsabile DAStU Education and PhD Service Office, e Michela Grisoni, Rapporti istituzionali con specializzandi e corpo docente.
A raccontare la propria esperienza saranno Elena Nannini, Direttrice Area Edilizia Culturale del Comune di Milano e specialista SSBAP, ed Elena Rizzico, neospecialista SSBAP.
L’Open Day si terrà presso la sede della Scuola, Edificio 14 – Nave, piano -1, via Bonardi 9, Milano. Sarà possibile partecipare anche online.
Alle ore 18.00 l’incontro si concluderà con un aperitivo.
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Il 17 giugno si è svolto online l’incontro conclusivo del ciclo outSIDE SIRA, iniziativa promossa per favorire il dialogo tra la comunità scientifica della SIRA (Società Italiana per il Restauro dell’Architettura) e le principali istituzioni internazionali impegnate nella conservazione dell’architettura e nella protezione del patrimonio culturale. L’evento, dal titolo “Heritage in Danger: Documentation, Community, and Protection Strategies in Gaza and Palestine”, ha posto al centro della discussione il tema della tutela del patrimonio costruito in contesti segnati da conflitti, scarsità di risorse e molteplici fragilità politiche, sociali e culturali.
L’incontro ha avuto come interlocutore principale RIWAQ – Centre for Architectural Conservation, organizzazione con sede a Ramallah, fondata nel 1991 da Suad Amiry insieme a un gruppo di architetti, archeologi e pianificatori palestinesi. Attiva nella documentazione, conservazione e riattivazione del patrimonio architettonico palestinese, RIWAQ opera con l’obiettivo di salvaguardare il patrimonio culturale e di promuoverne il ruolo nella vita delle comunità locali, all’interno di un quadro territoriale caratterizzato da continue trasformazioni.
Gli interventi di Shatha Safi, architetta e direttrice di RIWAQ, e di Yousef Taha, responsabile dell’unità di restauro, hanno illustrato la missione, il metodo e i principali progetti dell’organizzazione. Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo del patrimonio costruito nel consolidamento della continuità culturale delle comunità palestinesi, in un contesto segnato da instabilità normativa, trasformazioni degli assetti proprietari del costruito e del suolo, nonché da complesse forme di gestione e governance dei territori. In questa prospettiva, il RIWAQ Registry of Historic Buildings in Palestine, esito di oltre trent’anni di documentazione, analisi e ricerca, si configura come uno strumento fondamentale non solo per la conoscenza, la gestione e la conservazione del patrimonio costruito, ma anche per il sostegno alla memoria collettiva, alla formazione professionale nel campo della conservazione e a futuri processi di recupero, riattivazione e ricostruzione.
Accanto all’incertezza legislativa e territoriale, un ulteriore tema centrale emerso durante l’incontro riguarda la scarsità di risorse, sia finanziarie sia materiali, aggravata anche dalle limitazioni all’accesso ai materiali da costruzione nei Territori occupati. RIWAQ affronta tali condizioni attraverso la valorizzazione delle risorse locali e il recupero dei saperi costruttivi tradizionali propri dell’architettura vernacolare palestinese, profondamente radicati nel territorio e nelle sue specificità ambientali, sociali e culturali. In questo quadro, l’intervento sul patrimonio costruito si configura anche come pratica di capacity-building per le comunità locali, capace di stimolare processi di riappropriazione degli spazi, forme di sostegno all’economia locale e strategie di conservazione preventiva fondate sul coinvolgimento diretto degli abitanti.
La tavola rotonda ha visto la partecipazione di Gala-Alexa Amagat della ALIPH Foundation, Alessandra Peruzzetto del World Monuments Fund e Giovanni Boccardi, architetto conservatore ed esperto di patrimonio culturale con una lunga esperienza presso l’UNESCO. Gli ospiti, già coinvolti in processi di restauro di edifici palestinesi in collaborazione con RIWAQ, nonché in attività di promozione e strategie di protezione del patrimonio in scenari di emergenza, hanno sottolineato l’importanza del lavoro capillare svolto dall’organizzazione nei territori palestinesi. Tale azione non riguarda esclusivamente la conservazione degli edifici storici, ma mira a ricomporre le complesse relazioni tra patrimonio costruito, ambiente circostante e comunità locali. La conservazione del patrimonio architettonico è dunque intesa non solo come intervento sui manufatti, ma come pratica culturale e sociale capace di sostenere relazioni, usi, memorie e forme di resilienza dei territori.
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Una piacevole passeggiata lungo i sentieri della conservazione dell’architettura; questo è l’esito dell’intervista di Annunziata Maria Oteri ad Amedeo Bellini per Impronte politecniche.
Ripercorrendo luoghi, incontri, occasioni, Bellini traccia una sintesi efficace e mai nostalgica di quella lunga stagione che lo ha visto protagonista nella definizione di un approccio al patrimonio costruito saldamente fondato sul rispetto del dato materiale e la cura per l’esistente; approccio che ha avuto come protagonista Milano e il Politecnico e da cui è nata, alla fine degli anni ’80, la Scuola di Specializzazione.
Con uno sguardo al passato e una visione (e qualche suggerimento) per il futuro, Bellini mette in luce l’indissolubilità del rapporto tra teoria e tecnica, tra principi e obiettivi, tra “saper fare” e “come fare”, in una lezione insuperata sulle radici e il senso della cura del patrimonio costruito.
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La Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio del Politecnico di Milano invita gli specializzandi del biennio 2025-2026 a partecipare al Welcome Day2025.
Si tratta di un’iniziativa pensata per dare il benvenuto ai nuovi iscritti, presentare la Scuola e la sua tradizione e introdurli alle attività didattiche e organizzative
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